i trabocchetti dell’edilizia libera

Con il glossario degli interventi rientranti in “Edilizia Libera” molti cittadini pensano che non ci sia più bisogno del tecnico per fare un piccolo intervento di manutenzione straordinaria o, peggio, una veranda.

Attenzione! L’Italia è un Paese pieno di vincoli: vincoli idrogeologici, vincoli legai al centro storico, parchi, sovrintendenza, beni culturali, e via dicendo.

La principale colpa non è del cittadino, ma del legislatore che, anzichè semplificare, ha complicato le cose in materia edilizia.

All’interno degli interventi sono elencate le tensostrutture e gazebi, che, erroneamente, qualcuno le può chiudere e creare nuovi spazi…..NOOOOOOOOO!!!!!!

Se chiudete quel gazebo, diventa aumento di superficie, aumento di cubatura e variazione della sagome dell’edificio. La cosa assolutamente da fare, invece, è affidarsi ad un tecnico esperto in materia urbanistica o chiedere ai tecnici degli uffici comunali.

Ad ogni modo, anche per le opere che rientrano nell’Edilizia libera è importante datare l’opera con una data certa. Come? Facendo una comunicazione al Comune, magari anche solo con una fotografia dell’opera realizzata con una relazione e la relativa data. Perchè? Semplice, può accadere che il legislatore abolisca questa tipologia di interventi e, in maniera retrodatata, faccia una sanzione a tutti gli interventi eseguiti in edilizia libera.

a cura di Monica Baldini

AGIBILITA’ E ABITABILITA’

Si sente spesso parlare di Agibilità e di Abitabilità. Vengono spesso scambiate tra di loro, ma, anche se in linea di massima equivalgono, almeno dal punto di vista normativo, c’è qualche differenza tra le due.

L’Agibilità è un documento obbligatorio che deve avere qualunque immobile per essere abitato e, quindi, utilizzato.

E’ necessario tutte le volte che vengono svolti interventi su edifici esistenti e che riguardano i seguenti settori:

  • Sicurezza;
  • Condizioni di igiene e salubrità
  • Risparmio energetico degli edifici e rifacimento di impianti.

L’agibilità era rilasciata dall’Ente pubblico (ad esempio, il Comune), ma con l’entrata in funzione della cosiddetta SCIA 2 (D.Lgs. n. 126/2016) può essere certificata da un professionista abilitato alla professione.

Oggi Agibilità ed Abitabilità coincidono, sono la stessa cosa.

Un tempo l’abitabilità era rilasciata dal Sindaco solo per immobili ad uso residenziale, nulla diceva sugli immobili non residenziali. Da qui nasce l’agibilità, sempre rilasciata dal Comune, che consentiva di utilizzare quell’immobile.

Dal 1994 L’agibilità subisce un cambiamento, in quanto, mentre prima del 1994 per ottenerla il sindaco mandava un proprio incaricato per controllare che gli impianti e tutto l’immobile fosse conforme al progetto presentato, ora è il direttore dei lavori che certifica l’agibilità.

Con il nuovo decreto, la SCIA2, questa procedura sarà soggetta non più all’Ente pubblico, ma verrà certificato dal professionista, quindi autocertificato, dietro asseverazione del professionista stesso. 

Ma cosa deve contenere l’agibilità oggi?

  • il collaudo;
  • gli impianti, quindi i relativi certificati di conformità;
  • eventuali barriere architettoniche, dove fossero necessarie;
  • certificazioni relative al risparmio energetico (ex legge 10);
  • accatastamento;
  • La conformità dell’esecuzione al progetto depositato, sia che sia stata fatta una ristrutturazione che una nuova costruzione.

Per i famosi edifici ante ’67, l’agibilità sarà corredata dalla dichiarazione di rispondenza degli impianti, ovvero una dichiarazione rilasciata da un impiantista che controlli e dichiari che quegli impianti sono stati realizzati a norma, secondo le procedure dell’epoca.

a cura di Monica Baldini

studiotecnicoarchidea@gmail.com

Quanto è importante la certificazione energetica e quanto costa?

certificazione energetica
certificazione energetica

La Certificazione Energetica di un immobile richiama un concetto nato circa 30 anni fa. Negli anni Novanta per la prima volta si è iniziato a considerare quello che è lo spreco energetico nella vita domestica. Dal momento che i primi dati erano stati stupefacenti, si è iniziato a pensare ad adottare misure per il risparmio energetico, sia per gli edifici già esistenti, sia per quelli in prossima costruzione. Il risultato sono state case poco a poco sempre più autosufficienti.

Oggi la Certificazione APE è un elemento importante e richiesto per diversi tipi di intervento in una casa, nonché per la sua commercializzazione. Questa certificazione è richiesta ai costruttori prima della vendita degli immobili e agli intestatari di case esistenti nel caso intendano affittare, vendere, apportarvi modifiche edilizie. Chi cerca una casa da comprare o da prendere in affitto, richiede sempre di conoscere i dati relativi all’energia di un immobile, perché permettono di avere consapevolezza dei consumi medi della casa e quindi anche il suo valore.

A cosa serve e come si ottiene la Certificazione Energetica

La Certificazione Energetica è importante per fare quasi qualunque tipo di intervento su un immobile, entro la legalità, e per avere la consapevolezza del valore della casa a fronte dei consumi che gravano su chi vi risiede. Questo tipo di documentazione è obbligatoria nel caso si vogliano richiedere contributi per impianti di riqualificazione energetica, per cambiare gestore dell’energia, per vendere o affittare un immobile vecchio o nuovo che sia, per interventi di ristrutturazione, modifica o ampliamento.

Per ottenere l’ attestato di prestazione energetica per un immobile è necessario rivolgersi a professionisti qualificati, ad esempio, nella zona di Ancona potete rivolgervi alla sottoscritta, che, una volta contattata, prenderè subito un appuntamento per un sopralluogo in loco, per visionare ed effettuare una verifica sullo stabile. Tale sopralluogo è una condizione imprescindibile per ottenere la Certificazione. L’ufficio procederà poi con la computazione e con l’emissione della Certificazione Energetica.

Quanto costa la Certificazione Energetica? Fidarsi di quelle online?

Certificazione energetica Ancona : ottenere un attestato di prestazione energetica per il proprio immobile è semplice, basta rivolgersi ad agenzie specializzate e riconosciute, che emettano quindi documenti validi secondo la legge. Anche nel settore delle Certificazioni di questo tipo purtroppo ci sono molti uffici che propongono formule diverse, con prezzi diversi.

É bene prestare molta attenzione nell’affidarsi alle persone giuste, professionisti accreditati, autorizzati dallo Stato, anche perché le multe che si rischiano sono molto pesanti. In particolare di recente sono nate molte agenzie online che propongono a cifre low cost, certificazioni in tempi record e anche senza necessità di sopralluogo. Perché diffidare da una certificazione energetica online? Ricordate che il sopralluogo è strettamente obbligatorio e che anche se richiedere la certificazione energetica non è un iter complicato, ha i suoi tempi e i suoi costi anche per l’agenzia stessa.

Il prezzo medio per ottenere questo tipo di certificazione va da 130 euro a 250 circa, in base al tipo di immobile e alle dimensioni. Per una certificazione APE idonea e legalmente riconosciuta, che vi possa tutelare da eventuali problemi con la legge, è bene scegliere professionisti. In tutti i casi la spesa risulta irrisoria, considerando che poi la Certificazione ha validità di ben 10 anni.

tratto da mi-loroteggio.com

Aggiornata la guida dell’Agenzia delle entrate per il risparmio energetico

È disponibile la versione aggiornata al 12 settembre 2017 della guida dell’Agenzia delle Entrate “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” nella quale, tra le varie cose, è stata inserita la parte relativa alle modalità di cessione del credito per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali

La versione aggiornata contiene le novità più recenti introdotte dalla legge di bilancio 2017 (legge n. 232/2016) che ha prorogato al 31 dicembre 2017, nella misura del 65%, la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Le nuove agevolazioni sono state trattate all’interno della guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate in separati paragrafi:

  • L’agevolazione per il risparmio di energia
    Che definisce in cosa consiste l’agevolazione, chi può fruirne, la misura della detrazione, il presupposto principale per usufruirne, le maggiori detrazioni per i condomini, le regole per la cessione del credito per interventi su edifici condominiali, la cessione del credito per le spese effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 dai soggetti “incapienti”, la cessione del credito, derivante dalle maggiori detrazioni del 70 e 75% da parte di soggetti diversi dagli “incapienti”, le regole per la cessione dei crediti relativi a spese effettuate dal 2017 al 2021, la cumulabilità con altre agevolazioni e Iva dovuta sugli interventi di riqualificazione
  • Gli interventi interessati
    Definisce nel dettaglio gli interventi ammessi all’agevolazione fiscale, ovvero:
    – riqualificazione energetica di edifici esistenti
    – interventi sull’involucro degli edifici
    – installazione di pannelli solari
    – sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
    – acquisto e posa in opera delle schermature solari
    – acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
    – acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda e di climatizzazione delle unità abitative.
  • Le spese detraibili
    Definisce nel dettaglio la tipologia di spesa ammessa in detrazione, Calcolo, limiti e ripartizione della detrazione
  • Gli adempimenti richiesti
    In questa sezione viene dettagliata tutta la documentazione da acquisire per beneficiare dell’agevolazione fiscale, come fare i pagamenti, gli adempimenti per gli interventi in leasing, i documenti da conservare, un quadro sintetico dei principali adempimenti
  • Per saperne di più
    Che contiene la normativa, le circolari e le risoluzioni di riferimento

Agevolaziono Fiscali: Le novità

Le novità di questa edizione aggiornata riguardano la proroga al 31 dicembre 2017, nella misura del 65%, della detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La proroga riguarda anche la detrazione delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari e di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Dal 1° gennaio 2018 l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie. È stata invece prorogata al 31 dicembre 2021 la detrazione per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli effettuati su tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Inoltre, per questi interventi sono riconosciute detrazioni più elevate quando si riescono a conseguire determinati indici di prestazione energetica. In tal caso, infatti, sarà possibile usufruire di una detrazione del 70 o del 75% da calcolare su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Anche gli Istituti autonomi per le case popolari possono beneficiare di queste maggiori detrazioni per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Infine, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, chi ha diritto alle detrazioni per i lavori condominiali, può scegliere di cedere il corrispondente credito secondo le modalità definite con appositi provvedimenti dall’Agenzia delle Entrate.

La misura della detrazione

Le percentuali di detrazione variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali. Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, sono riconosciute nelle seguenti misure:

  • 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013
  • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 per interventi sulle singole unità immobiliari
  • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio
  • 70% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio
  • 75% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguono almeno la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica).
DETRAZIONE MASSIMA PER TIPOLOGIA DI INTERVENTO
Tipo di intervento 
Detrazione massima
riqualificazione energetica di edifici esistenti
100.000 euro
involucro edifici (per esempio, pareti, finestre – compresi gli infissi – su edifici esistenti)
60.000 euro
installazione di pannelli solari
60.000 euro
sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
30.000 euro
acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006 (solo per gli anni 2015, 2016 e 2017)
60.000 euro
acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (solo per gli anni 2015, 2016 e 2017)
30.000 euro
dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti (solo per gli anni 2016 e 2017) non previsto limite massimo interventi su parti comuni degli edifici condominiali per i quali si può usufruire della detrazione del 70 o del 75%
40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio

Il presupposto principale per usufruire della detrazione

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).

Chi può usufruirne

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Per il 2016, la possibilità di usufruire delle detrazioni spetta anche agli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti ad edilizia residenziale pubblica. Dal 2017 al 2021, tali istituti possono usufruire, invece, solo delle maggiori detrazioni del 70 e 75%.

Le maggiori detrazioni per i condomini

La legge di bilancio 2017 ha previsto detrazioni più elevate per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica.

In particolare, la detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo, spetta nelle seguenti misure:

  • 70%, se gli interventi riguardano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio
  • 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e purché conseguano almeno la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015.

Queste maggiori detrazioni valgono per le spese effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Possono essere usufruite anche dagli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti a edilizia residenziale pubblica.

La cessione del credito per gli interventi su edifici condominiali

Spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per la riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali, i contribuenti che si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti) possono cedere ai fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi un credito pari alla detrazione Irpef spettante, come pagamento di una parte del corrispettivo.

I contribuenti interessati sono i condòmini che non possono usufruire della detrazione perché possiedono redditi esclusi da Irpef (o per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni).

Con provvedimento del 22 marzo 2016 l’Agenzia delle Entrate ha individuato le modalità di cessione del credito, disponendo che:

  • la situazione di incapienza deve sussistere nel periodo d’imposta 2015
  • il credito cedibile è pari al 65% delle spese poste a carico al singolo condomino, in base alla tabella millesimale di ripartizione, e riguarda le spese sostenute nell’anno 2016, anche se riferite ad interventi iniziati in anni precedenti
  • la volontà di cedere il credito deve risultare dalla delibera dell’assemblea che approva gli interventi di riqualificazione energetica oppure da una specifica comunicazione inviata successivamente al condominio.
    Il condominio deve comunicare questa volontà ai fornitori che, a loro volta, devono accettare, in forma scritta, la cessione del credito a titolo di parziale pagamento del corrispettivo per i beni ceduti o i servizi prestati
  • il credito ceduto ha le stesse caratteristiche della detrazione teoricamente spettante al condomino e, quindi, il fornitore potrà utilizzarlo in 10 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa di riqualificazione energetica.
    In particolare, il credito è utilizzabile in compensazione, a partire dal 10 aprile 2017 e mediante il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. La quota di credito non fruita nell’anno può essere riportata nei periodi d’imposta successivi ma non può essere chiesta a rimborso.

Inoltre, per verificare la correttezza della cessione della detrazione da parte del condomino e della fruizione del credito da parte dei fornitori, è previsto che:

  • il condominio paghi, entro il 31 dicembre 2016, le spese corrispondenti alla parte non ceduta sotto forma di credito, mediante l’apposito bonifico bancario o postale
  • il condominio comunichi telematicamente all’Agenzia delle Entrate una serie di dati, attraverso l’amministratore o, se non obbligati alla relativa nomina, attraverso il condomino incaricato.

I dati da comunicare sono:

  • il totale della spesa sostenuta nel 2016
  • l’elenco dei bonifici effettuati
  • il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito
  • l’importo del credito ceduto da ciascun condomino
  • il codice fiscale dei fornitori cui il credito è stato ceduto e l’importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi.

La comunicazione va fatta, utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo 2017. Il condominio è inoltre tenuto ad informare i fornitori dell’avvenuto invio della comunicazione.

La cessione del credito per le spese effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 dai soggetti “incapienti”

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, compresi quelli che danno diritto alle maggiori detrazioni del 70 e 75%, i condòmini che, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa, si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti) possono cedere un credito pari alla detrazione Irpef spettante.

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione. E’ esclusa la cessione del credito in favore delle amministrazioni pubbliche.

La cessione del credito, derivante dalle maggiori detrazioni del 70 e 75%, da parte di soggetti diversi dagli “incapienti”

Per i lavori eseguiti dal 1° gennaio 2017 sulle parti comuni degli edifici condominiali, per i quali si ha diritto alle detrazioni più elevate del 70 e del 75%, i beneficiari, diversi dai soggetti incapienti, possono scegliere di cedere il credito:

  • ai fornitori che hanno effettuato gli interventi
  • ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).

Non possono cederlo, invece, a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Le regole per la cessione dei crediti relativi a spese effettuate dal 2017 al 2021

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 agosto 2017, che sostituisce il precedente provvedimento dell’8 giugno 2017, sono state definite le modalità di cessione dei crediti, da parte dei soggetti incapienti e degli altri beneficiari, con riferimento alle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

Il credito cedibile

Per i soggetti incapienti, il credito d’imposta cedibile corrisponde:

  1. alla detrazione del 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici
  2. alla detrazione del 70% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi condominiali che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso
  3. alla detrazione del 75% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015).

Tutti gli altri soggetti, diversi dagli incapienti, possono invece cedere solo il credito d’imposta corrispondente alle detrazioni indicate nei punti 1 e 2 (detrazione del 70 e del 75%). Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Chi riceve il credito può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che tale credito è divenuto disponibile. Il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta. Il credito ceduto ai fornitori si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo.

Cumulabilità con altre agevolazioni e Iva dovuta sugli interventi di riqualificazione

La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta.

Per quanto riguarda, invece, la cumulabilità con altri incentivi regionali, provinciali o locali, con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 28/2011 (art. 28, comma 5), è stata abrogata la norma che prevedeva il divieto di cumulabilità (comma 3 e 4 del decreto legislativo 115/2008).

Pertanto, dal 3 gennaio 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di risparmio energetico sono compatibili con specifici incentivi concessi da Regioni, Province, Comuni. Tuttavia, occorre prima verificare che le norme che regolano questi incentivi non prevedano l’incompatibilità tra le due agevolazioni e, quindi, la non cumulabilità.

Se compatibili, le detrazioni possono comunque essere richieste per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali).

Tratto daefficienza-energetica-edilizia Redazione LavoriPubblici.it

Cortile in condominio: si divide per millesimi o in parti uguali?

cortileCome viene ripartita la proprietà del giardino sotto il palazzo condominiale: per quote uguali o secondo i millesimi di proprietà?

Se vivi in un condominio e sotto il tuo palazzo c’è un giardino, un cortile o semplicemente un portico, hai mai pensato a quale sia la tua parte di proprietà di tale spiazzo? Di certo, non puoi negare che ti appartenga: questo perché, trattandosi di parte condominiale, essa spetta a tutti i condomini. Il punto però è: in che misura ti appartiene? In altri termini, il cortile in condominio si divide per millesimi o in parti uguali? Nel primo caso, avremmo quote di proprietà diverse a seconda del valore dei singoli appartamenti e – di conseguenza – della contribuzione alle quote di condominio; nel secondo caso, invece, a tutti i proprietari spetta una pari quota “ideale” (“ideale” perché si tratta sì di una percentuale, ma non identificabile con una specifica sezione del cortile, bensì calcolata idealmente sulla complessiva area indivisa). A rispondere a questo interrogativo – se, cioè, il giardino in condominio va diviso in parti uguali o per millesimi – ci ha pensato di recente la Cassazione.

 Secondo la Corte, in giardino tutti i condomini sono uguali e hanno pari diritti, sia i proprietari di appartamenti piccoli che grandi. In buona sostanza, questo significa che la divisione dell’area comune avviene non per millesimi, ma per pari quote. Il tutto in sintonia con quanto prescrive il codice civile  secondo cui sono oggetto di proprietà comune di tutti i condomini – e sempre che non vi sia un atto pubblico (ad esempio una vendita) da cui risulti il contrario – tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio (…), i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili, le aree destinate a parcheggio, ecc.

Tale presunzione si estende a tutte le cose destinate all’uso comune o al soddisfacimento di esigenze generali e fondamentali del condominio; non quindi solo il cortile, ma ad esempio anche il portone di ingresso, le scale, la terrazza se comune, ecc.

Da un punto di vista pratico cosa comporta il fatto che il cortile in condominio si divide in parti uguali e non per millesimi? Che le spese dovranno essere divise egualmente tra tutti i condomini e che nessuno di questi potrà accampare un uso superiore agli altri solo perché titolare di maggiori millesimi. Insomma, in giardino tutti i condomini sono uguali

tratto da La legge per tutti

Bonus fiscali fino al 75%

efficienza-energetica-edilizia

Anche per il 2017, in tutto il territorio nazionale, quindi anche ad Ancona, si potrà utilizzare il bonus fiscale di detrazione per le spese sostenute per lavori di riqualificazione energetica degli edifici.

Ma quali sono tali interventi?

Si tratta di tutti quegli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio o, in termini più economici e familiari, che fanno risparmiare in riscaldamento.Tali interventi vengono classificati in quattro macro-voci:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti, ovvero qualsiasi intervento che abbia il fine di ridurre il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale;
  • interventi sugli involucri degli edifici, quali sostituzioni di infissi o coibentazione delle pareti, al fine di migliorare l’isolamento termico dell’immobile;
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione.
 Dal 2015 la detrazione è riconosciuta anche per l’acquisto di schermature solari e impianti termici alimentati da biomasse combustibili, mentre dallo scorso anno si può usufruire del bonus fiscale anche per l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo remoto degli impianti di riscaldamento, ovvero di dispositivi che mi consentono di gestire i miei consumi anche se non sono in casa.
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Le novità per il 2017: detrazioni fino al 75%

I contribuenti che sostengono le spese per la riqualificazione energetica dei fabbricati possono usufruire di una detrazione sull’#Irpef pari al 65% della somma investita, in 10 rate a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si sono sostenute le spese. Per il 2017 tale percentuale può essere incrementata al 70% o al 75% in casi specifici.

Sale al 70% nel caso di interventi su parti condominiali che interessino l’involucro dell’edificio per almeno il 25% della superficie disperdente lorda del fabbricato. La detrazione può arrivare al 75% per interventi eseguiti su parti comuni di edifici che abbiano l’obiettivo di migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva rispettando i valori medi stabiliti dalle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. In questi due casi l’importo massimo, su cui calcolare la detrazione, è di 40.000 Euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari presenti nel condominio, mentre per gli altri interventi l’importo massimo varia in funzione della tipologia (da un minimo di 30.000 Euro ad un massimo di 100.000 Euro).

tratto da blastingnews.com/

 

Certificato di Rischio sismico

certificato-sismicoSta per arrivare finalmente la classificazione del rischio sismico delle costruzioni che consentirà di accedere a maggiori incentivi. Entro il 28 febbraio 2017 le linee guida

Secondo una stima ANCE-Cresme del 2012 in Italia sono presenti circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971: tali costruzioni possono considerarsi non antisismiche (la normativa sismica è stata introdotta nel 1974  con la legge 64/1974).

A questo patrimonio immobiliare, pari al 60% del costruito, si aggiungono circa:

  • 2 milioni di strutture realizzate tra il 1972 e il 1981
  • 1,3 milioni di strutture realizzate tra il 1982 e il 1991
  • 800.000 fabbricati realizzati tra il 1992 e il 2001 (antecedenti alla nuova zonizzazione sismica attuata a partire dal 2003 (OPCM 3274/2003 e NTC 2008)

Relativamente alle strutture destinate a uso produttivo, su 326.000 fabbricati esistenti, circa il 40%  è stato realizzato tra il 1971 e il 1990.

I più recenti eventi sismici hanno evidenziato la necessità dei cittadini italiani di capire in modo chiaro e semplice il loro grado di vulnerabilità delle costruzioni, al fine di effettuare valutazioni anche economiche sulla possibilità di intervenire o meno sul patrimonio immobiliare.

In campo energetico è già stato possibile definire i metodi e i criteri per la redazione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica) del’edificio, un documento di semplice lettura da parte dei cittadini che illustra i consumi. Allo stesso modo potrebbe essere definito un metodo per la definizione di una classificazione sismica di ciascuna abitazione esistente sul territorio italiano, per dare consapevolezza alla popolazione del rischio sismico e della vulnerabilità delle proprie abitazioni.

Classificazione del rischio sismico e legge di Bilancio 2017

La bozza del disegno di legge per il bilancio 2017 prevede un nuovo meccanismo di incentivazione per gli interventi antisismici.

Per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 a tutto il 2021 per gli interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2), per costruzioni adibite a abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa. La novità è che la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10). Tali disposizioni si applicano anche agli edifici in zona 3.

Sono previsti incentivi maggiori nei seguenti casi:

  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70%
  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’80%
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 75%.
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischiosismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’85%

Linee guida per la classificazione del rischio sismico

La stessa bozza per la legge di bilancio prevede, all’art. 2 comma 1 lettera c, che entro il 28 febbraio 2017 siano adottate le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni“.

In realtà, già nel 2013 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva istituito (dm 17/10/2013) un gruppo di studio per la proposizione di una o più ipotesi normative per la classificazione del rischio sismico finalizzata all’incentivazione fiscale di interventi per la riduzione dello stesso rischio.

Classificazione del rischio sismico

La classificazione del rischio sismico di una struttura può essere riferita:

  • alle caratteristiche intrinseche di resistenze al sisma della costruzione (vulnerabilità)
  • ai danni producibili dal terremoti futuri (rischio sismico)

Una possibile definizione delle classi può essere effettuata in base al parametro “EAL” (Expected Annual Loss), che fa riferimento alla sola questione economica in termini di perdite annue medie attese (somme da accumulare ogni anno per far fronte ai danni causati dall’evento sismico).

In tal caso, la classe di rischio sismico rappresenta un indicatore di tipo tecnico-economico e non di sicurezza.

Il Certificato di rischio sismico

Il certificato di rischio  sismico potrebbe essere un modello molto simile all’APE: 6 classi di rischio, dalla A alla F in funzione del parametro EAL.

tratto da www.biblus.acca.it

 

Tettoie in condominio

tettoia-condominio

Sfogliando, sfogliando, ho trovato un articolo interessante sulle tettoie in condominio.

E’ interessante perchè, a contrario di quanto pensi il consumatore “comune”, per installare una tettoia o un gazebo, è necessario il permesso a costruire. Non solo! E’ necessario anche rispettare le distanze tra immobili!

Ad ogni modo, tutto quello che c’è da sapere lo potete trovare in questo articolo di EDILPORTALE