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Rinfrescare gli ambianti senza condizionatore

rinfrescareIn estate, si sa, arriva il caldo, non è la scoperta dell’America, ovvio, ma vediamo come sia possibile rinfrescare gli ambienti senza per forza ricorrere al condizionatore, soprattutto per risparmiare i consumi energetici.

Innanzitutto, per chi ha il condizionatore è consigliabile posizionarlo in modalità deumidificatore; in secondo luogo, per i “comuni mortali” che non possiedono un condizionatore, si può ricorrere ad un semplice ventilatore, che, non solo è un ottimo rimedio contro le zanzare, ma consuma molto meno di un condizionatore.

Attenzione anche all’alimentazione: si ai cibi freschi, alle tisane fresche, al tè verde. Nelle notti torride, inoltre, si possono inumidire degli asciugamani e metterli nelle caviglie e bagnare i polsi ( i vecchi rimedi della nonna sono sempre attuali).

E l’illuminazione? Le lampadine ad incandescenza non solo producono calore, ma consumano in modo esagerato! Meglio passare alle lampadine LED che non riscaldano e consumano fino all’80% in meno.

a cura di Monica Baldini

 

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Ecobonus 65% in Condominio, quale documentazione bisogna inviare all’Enea?

Un amministratore di condominio ha avanzato un quesito riguardante l’ ecobonus 65% in condominio. Nel caso di interventi per aumentare l’efficienza energetica, non gli era chiara la documentazione da inviare all’Enea, a seconda delle due diverse tipologie di impianto che possono essere presenti, autonomo e centralizzato.

Risposta. Bisogna distinguere in tre casi differenti:
1) interventi che non comportano la sostituzione di impianto termico,
2) interventi che comportano la sostituzione di impianto termico con altro non a biomassa,
3) interventi di riqualificazione energetica ai sensi del comma 344.

1) Nessuna sostituzione di impianto termico

Nel caso di interventi che non comportano la sostituzione di impianto termico:

a) nelle parti comuni:

– se l’impianto termico è centralizzato bisogna predisporre un unico allegato “A” e un allegato “E” del decreto attuativo per l’intero edificio. La richiesta di detrazione può essere inoltrata dall’amministratore o da un tecnico abilitato indicando il numero di unità abitative oggetto dell’intervento e il costo complessivamente sostenuto;

– se gli impianti sono autonomi consigliamo invece di predisporre un allegato “A” e un allegato E per unità immobiliare; in particolare nell’allegato E da predisporre per ciascuna unità immobiliare si considererà la quota parte di intervento in termini di dimensioni, spesa e risparmio energetico, applicando i millesimi relativi all’intervento sostenuto.

b) sul singolo appartamento:

– se l’impianto termico esistente è centralizzato, consigliamo di predisporre un allegato “A” facendo riferimento, per l’involucro edilizio, al singolo appartamento e, per l’impianto di riscaldamento, a quello centralizzato; inoltre va predisposto l’allegato “E” per il singolo appartamento;

– se l’impianto è autonomo, occorre predisporre gli allegati “A” e “E” per il singolo appartamento.

2) Sostituzione di impianto termico

Nel caso di interventi (terminati dopo il 15/08/09) che comportano la sostituzione di impianto termico con altro non a biomassa (per il quale caso specifico si rimanda alla faq 27):

– se l’impianto termico è centralizzato, occorre predisporre saolo l’Allegato E riferito all’intero edificio. La richiesta di detrazione può essere inoltrata anche dall’amministratore o da un condomino qualsiasi, specificando che la richiesta viene fatta anche a nome di altri e indicando il numero di unità abitative oggetto dell’intervento e il costo complessivamente sostenuto;

– se gli impianti sono autonomi, occorre predisporre un Allegato E per singolo appartamento.

 

3) Interventi ai sensi del comma 344

In caso di impianto termico è centralizzato occorre predisporre un unico Allegato “A” e un Allegato “E” per l’intero edificio;

Se gli impianti sono autonomi consigliamo di predisporre un Allegato “A” e un Allegato “E” per unità immobiliare. Per quanto riguarda il valore dell’Indice di Prestazione Energetica per l’intero edificio che deve essere minore di quello limite riportato nelle tabelle 3 e 4 dell’Allegato “A” al Decreto 11 Marzo 2008 e s.m.i., riteniamo che questo debba essere calcolato come media di tutti gli indici delle varie unità immobiliari pesati sulla singola superficie o volumetria”.

tratto da ediltecnico

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online l’applicazione per invio dichiarazioni

1_gse_logo3Sul portale applicativo “Efficienza Energetica” è online la nuova funzionalità con cui le ESCo e gli Energy Manager possono inviare telematicamente le dichiarazioni di possesso delle certificazioni UNI CEI 11352 e UNI CEI 11339.

Lo ha comunicato il Gestore dei servizi energetici.

Ricordiamo che nella sezione del sito del Gse dedicata ai certificati bianchi (titoli di efficienza energetica – TEE) sono disponibili nuove Faq concernenti gli obblighi di certificazione delle ESCO e degli EGE (Esperti Gestione Energia).

In particolare, per quanto riguarda la nomina dell’energy manager, il Gestore dei servizi energetici ha chiarito che Energy Manager ed Esperto Gestione Energia possono essere soggetti diversi.

tratto da Casa&clima vai all’articolo

 

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Rifacimento lastrico solare di proprietà esclusiva

lastrico solare esclusivoSe si deve rifare un lastrico solare di proprietà esclusiva, la ripartizione delle spese è, come recita l’art. 1126 cc, per 1/3 a carico del proprietario e per i 2/3 a carico dei condomini che si trovano al di sotto della proiezione del lastrico a cui lo stesso fa da copertura.

Per il fatto che questo terrazzo fa da copertura ad altri condomini, esso costituisce parte comune dell’edificio e, pertanto, la spesa relativa a tali rifacimenti, pur non rientrando nella denominazione di lavori straordinari, ha diritto alla detrazione fiscale del 50% per opere di manutenzione ordinaria di parti comuni dell’edificio condominiale, per l’art. 16 bis del Tuir.

a cura di Monica Baldini

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Il danno causato in condominio

 

gestione condominio

In ogni condominio, l’incidente è in agguato. La scala insidiosa piuttosto che lo scalino sconnesso oppure ancore il cornicione un po’ vecchiotto e con l’intonaco cadente, possono provocare dei danni a cose o persone. Pertanto, in un fabbricato è buona regola assicurarsi dalla responsabilità verso terzi.

A tal proposito e per chi non lo dovesse sapere, con il termine “terzo” ci si riferisce a quei soggetti che sono estranei al rapporto giuridico che sorge tra il condominio e l’assicurazione. In altri termini è, ad esempio, “terzo” il residente (proprietario o inquilino che sia) che inciampa nello scalino rotto, così come è terzo l’estraneo al palazzo che si vede danneggiata l’auto dall’intonaco caduto dal frontalino.

Negli esempi appena riportati, scattata la responsabilità del condominio, il terzo danneggiato invia la richiesta risarcitoria al condominio, il quale, se opportunamente assicurato, la gira alla propria compagnia.

Tuttavia, non è infrequente che la parti non si mettano d’accordo: magari perché l’assicurazione ritiene il condominio non responsabile dell’accaduto oppure perché non si raggiunge un compromesso sulla misura del risarcimento dovuto.

A questo punto, l’unica strada percorribile per il danneggiato è la causa.

Il mio palazzo è regolarmente assicurato, ma l’amministratore ha ricevuto la citazione dall’inquilino danneggiato: come mai?

Abbiamo visto che sono svariate le ragioni per le quali le parti non si potrebbero mettere d’accordo. In questi casi, il contenzioso legale è inevitabile.

A tal proposito, è normale e legittimo che la citazione sia indirizzata al condominio e ricevuta dal suo amministratore. Il terzo danneggiato, infatti, non ha alcun rapporto giuridico con l’assicurazione del fabbricato. Tecnicamente si dice che non ha azione diretta: questa eventualità è riconosciuta soltanto quando la legge lo prevede (come, ad esempio, avviene in materia d’infortunistica stradale).

Pertanto, almeno in un primo momento, l’assicurazione resta estranea al procedimento.

L’amministratore ha ricevuto la citazione dell’inquilino danneggiato: cosa deve fare?

Egli deve informare immediatamente il condominio dell’accaduto, convocando un’assemblea straordinaria con all’ordine del giorno lacitazione ricevuta.

In assemblea, l’amministratore dovrà relazionare sui fatti e sull’eventualità di costituirsi in giudizio. Il condominio, infatti, non è obbligato a difendersi, ma è sempre una sua scelta. Tuttavia, se il fabbricato è assicurato, è quanto meno opportuno farlo, per chiamare in causa l’assicurazione.

Sarà, quindi, proposto di nominare un legale, che, ad incarico ricevuto dal condominio, dovrà occuparsi della vicenda.

Cosa significa chiamare in causa l’assicurazione?

Nell’ipotesi appena descritta, l’avvocato nominato dall’assemblea, in occasione dell’udienza indicata in citazione, farà presente al giudice che esiste un contratto di assicurazione che solleva il condominio da ogni responsabilità economica per i fatti di causa. In virtù di ciò, chiederà ed otterrà di chiamare in causa la compagnia assicuratrice.

Il giudice, quindi, fisserà un’udienza successiva, dove sarà chiamata a comparire l’assicurazione invocata.

Se il condominio perde la causa, chi paga?

Se c’è l’assicurazione ed i fatti rientrano tra le responsabilità che essa garantisce, pagherà senza alcun dubbio l’assicurazione.

Tenete presente che con la chiamata in causa, la compagnia diventerà parte del procedimento e la sentenza finale, se positiva per il danneggiato, condannerà direttamente l’assicurazione al pagamento del risarcimento.

tratto da La legge per tutti

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Termoregolazione nei condomini

termosifone

Approda al Consiglio dei ministri il decreto legislativo di integrazione al Dlgs 102/2014, un provvedimento che va a modificare la normativa vigente sul risparmio energetico. Tra le novità più attese ci sono quelle relative alla termoregolazione e contabilizzazione del calore, la cui scadenza resta fissata al 31 dicembre 2016.

Come evidenziato da Confedilizia, in particolare, le nuove disposizioni prevedono la possibilità – in presenza di squilibri nella contabilizzazione dei consumi – di derogare ai criteri indicati nella norma tecnica Uni 10200, che l’attuale normativa impone quale unico riferimento. Vediamo, nel dettaglio, quanto previsto dal nuovo decreto.

Come sottolineato dal Sole 24 Ore, l’articolo 9 comma 5 è suddiviso in lettere dalla a) alla d). Le lettere a), b), c) riguardano gli interventi impiantistici in materia di contabilizzazione e termoregolazione in riferimento al riscaldamento, al raffreddamento e all’acqua calda sanitaria.

Alla lettera a) si precisa che l’installazione di un contatore di fornitura in corrispondenza del punto di fornitura del condominio è attività riservata agli esercenti l’attività di misura.

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Lavori condominiali e detrazione 50%: requisiti per fruizione

Quali sono i requisiti richiesti per accedere al bonus 50% per i lavori condominiali?

P1010055 copia E’ possibile portare in detrazione dall’Irpef il 50% di quanto speso per lavori condominiali di ristrutturazione ordinaria e straordinaria.

Fino al 31 dicembre 2016, infatti, lo Stato italiano riconosce un bonus pari al 50% per le ristrutturazioni di parti comuni. I singoli condomini, quindi, potranno detrarre dall’Irpef le spese sostenute per gli interventi all’interno dei condomini sulle parti comuni.

In tali interventi rientrano le ristrutturazioni edilizie, la manutenzione, il restauro e il risanamento conservativo, lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Per gli interventi volti alla riqualificazione energetica, invece, la detrazione è del 65% così come per le misure antisismiche.

Quali spese sono detraibili al 50% e quali requisiti sono richiesti ai singoli condomini?

La spesa, innanzitutto, deve essere stata sostenuta tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2016, così come stabilito dalla legge di Stabilità 2016. I condomini possono, quindi, fruire del bonus mobili associato alle ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2016.

Il tetto massimo di spesa ammessa dal bonus lavori condominiali è pari a 96mila euro. Per fruire della detrazione del 50% i condomini devono effettuare il pagamento della spesa tramite bonifico bancario o postale intestato al condominio che ha l’obbligo di conservare tutta la documentazione che attesti la spesa, quale fatture e ricevute con l’indicazione del costo della manodopera e la realizzazione degli interventi. E’ sempre a cura del condominio la conservazione delle ricevute di bonifici effettuate dai condomini.

Ai singoli condomini per poter accedere alla detrazione serve soltanto l’atestazione dei lavori condominiali rilasciata dall’amministratore di condominio. Nei condomini dove, così come previsto dalla legge, non occorre la nomina di un amministratore, per poter fruire della detrazione lavori condominiali è necessario provvedere a richiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione del codice fiscale di condominio eseguendo tutti gli adempimenti richiesti a nome dello stesso condominio.

I lavori condominiali per poter detrarre le spese, devono essere eseguiti sulle parti comuni del condominio. Le parti comuni dell’edificio sono:

  •  il terreno su cui sorge l’edificio, le fondamenta, i muri maestri, i tetti, i balconi, i portoni, le scale, gli androni, i portici, i cortili e in generale, tutte le parti dell’edificio usate da tutti i condòmini.
  • i locali per la portineria, alloggio del portiere, la lavanderia, del riscaldamento centrale e per tutti gli altri servizi in comune;
  • le opere e tutte installazioni che servono all’uso e al godimento comune, come ad esempio gli ascensori, le cisterne, le fognature, gli impianti per l’acqua, gas, luce, riscaldamento fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

tratto da www.ingestireoggi.it

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Certificazione Energetica: nel Lazio l’APE si invia con la pec

certificazione energetica
certificazione energetica

Dal 1° luglio i certificatori energetici degli edifici del Lazio dovranno trasmettere gli attestati di prestazione energetica (APE) tramite posta elettronica certificata agli indirizzi PEC appositamente predisposti dalla Regione.

A specificarlo è la pagina dedicata sul sito regionale. Complessivamente sono quattro gli indirizzi PEC al quale i professionisti dovranno inviare gli APE da loro redatti, suddivisi in base alla zona:

– Per i Municipi da I a VIII l’indirizzo è aperomacapitale1@regione.lazio.legalmail.it

– Per i Municipi da IX a XV l’indirizzo è aperomacapitale2@regione.lazio.legalmail.it

– Per la Città Metropolitana di Roma Capitale l’indirizzo è apeprovinciaroma@regione.lazio.legalmail.it

– Per tutte le altre province della Regione l’indirizzo è apeprovincelazio@regione.lazio.legalmail.it

Segnaliamo anche alcune importanti indicazioni per essere certi che gli attestati siano effettivamente presi in carico:

– dal 1° luglio non sono più ammesse altre modalità di trasmissione degli APE (per posta, consegna a mano, ecc.);

– l’invio tramite PEC deve comunque avvenire dal lunedì al venerdì e solo nell’arco di orario dalle 8:00 di mattina alle 18:00 del pomeriggio.

Ai fini della presa in carico dell’APE, il campo “oggetto” della PEC dovrà essere obbligatoriamente compilato con una stringa contenente i seguenti dati, divisi dal simbolo underscore: anno, mese, provincia, comune, classe energetica, cognome e nome del professionista (senza spazio), campo alfanumerico di 4 lettere/numeri a disposizione del professionista per le proprie esigenze (numero progressivo di invio).

A questo proposito ecco alcuni esempi di procedura corretta per l’attribuzione dell’oggetto:

1) Bianchi Marco, professionista qualificato, invia un APE relativo ad un immobile con “classe energetica B” sito in Aprilia (LT) il 27/06/2016. La mail inviata all’indirizzo apeprovincelazio@regione.lazio.legalmail.it avrà il seguente oggetto:

2016_06_LT_Aprilia_B_BianchiMarco_campo di 4 lettere/numeri

2) Verdi Giuseppe, professionista qualificato, invia un APE relativo ad un immobile con “classe energetica C” sito in Roma, Via Giacinto Carini (RM – Municipio XII) il 29/06/2016. La mail inviata all’indirizzo aperomacapitale2@regione.lazio.legalmail.it avrà il seguente oggetto:

2016_06_RM_MunicipioXII_C_VerdiGiuseppe_campo di 4 lettere/numeri

3) Rossi Mario, professionista qualificato, invia un APE relativo ad un immobile con “classe energetica A” sito in Roma, Via Ugo Ojetti (RM – Municipio III) il 01/07/2016. La mail inviata all’indirizzo aperomacapitale1@regione.lazio.legalmail.it avrà il seguente oggetto:

2016_07_RM_MunicipioIII_A_RossiMario_campo di 4 lettere/numeri

Per gli APE che necessitano di protocollazione (dopo l’invio con la PEC), la Regione segnala che è possibile recarsi presso lo sportello di Roma, Via Capitan Bavastro 108, i martedì dalle ore 10 alle 12.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito della Regione Lazio.

tratto da ingegneri.it

 

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Balconi in condominio: bene privato o bene comune?

balcone-aggettante-370x230Secondo la Cassazione (sentenza sentenza n. 1990/2016), i balconi in condominio anche aggettanti, si possono considerare beni comuni quando si inseriscono nel prospetto dell’edificio condominiale e lo rendono esteticamente migliore.

Alcune parti dei balconi, anche aggettanti, quando si inseriscono nel prospetto dell’edificio condominiale e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole, devono essere considerati beni comuni.

L’articolo 1130 n. 4 del Codice civile, che attribuisce all’amministratore del condominio il potere di compiere gli atti conservativi delle parti comuni, deve essere interpretato in maniera estensiva. Per questo motivo, rientrano in quegli atti conservativi che possono essere fatti dall’ amministratore anche quegli atti che pur interessando parti individuali si rendono necessari per intervenire sulle parti comuni.

I balconi aggettanti, essendo un “prolungamento” dell’unità immobiliare corrispondente, appartengono in via esclusiva al proprietario dell’unità immobiliare stessa. Solo i rivestimenti e gli elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore sono beni comuni a tutti, nel caso si inseriscono nel prospetto del condominio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole.

tratto da ediltecnico.it