Rumori molesti in condominio

rumori molesti

I rumori molesti in condominio

Le fonti di rumore molesto in condominio possono  essere le più svariate: dai tacchi delle scarpe delle donne, alle lavatrici, dai cani che abbaiano ai televisori, dai rumori insistenti degli elettrodomestici alle musiche a volume troppo alto fino agli schiamazzi inconsulti. Per definirsi molesti i rumori, però, i rumori devono ledere la tranquillità di un gruppo di persone, avere una certa intensità e minare la qualità della vita del condominio o di diversi condomini.

Quando è concesso fare rumore in condominio?

Il regolamento condominiale stabilisce gli orari in cui è possibile fare rumore e quelli in cui è doveroso e necessario rispettare il silenzio. Solitamente, i rumori più fastidiosi sono concessi dalle 08.00 alle 13.00 del mattino e dalle 16.00 alle 23.00 del pomeriggio/sera. Al di fuori di questi orari dovrai evitare di martellare la parete della tua camera da letto perché sei impaziente di appendere quel bel quadro che ti hanno regalato.

Questo in linea generale, naturalmente. Ogni condominio, infatti, decide autonomamente i propri orari, così come può scegliere, ad esempio, di variare in base alle stagioni le fasce orarie in cui è possibile fare rumore e in cui è necessario osservare il silenzio (è questo un caso molto frequente). Se non possiedi la copia del tuo regolamento di condominio, puoi rivolgerti all’amministratore, che ha l’obbligo di consegnarti una copia gratuita.

Ma come agire nel caso di rumori molesti? In che modo puoi tutelarti dal disturbo che ti arrecano? Hai due possibilità:

  • rivolgerti all’assemblea condominiale;
  • fare ricorso alla legge.

L’assemblea condominiale può aiutarti in caso di rumori molesti

Prima di chiamare in causa la legge e la giurisprudenza, scelta che comporta un iter lungo e gravoso per giungere alla risoluzione del contenzioso, puoi seguire una strada alternativa. Puoi rivolgerti all’amministratore del condominio e presentare richiesta per un’assemblea condominiale straordinaria, nella quale porre il problema all’ordine del giorno.

È questo un modo per facilitare il dialogo e agevolare, così, i buoni rapporti tra i condomini. In assemblea, infatti, potrai esporre le tue difficoltà e potrai trovare la miglior soluzione non solo con i diretti interessati ma anche con tutti i condomini presenti. E se l’assemblea condominiale non è sufficiente per risolvere il tuo disagio? A tutelarti ci pensa la legge.

Rumori molesti: il codice civile

In seguito alla riforma del condominio, entrata in vigore il 18 giugno 2013, i rumori molesti praticati dai condomini fuori dagli orari stabiliti dal regolamento condominiale possono essere sanzionati dall’amministratore con un’ammenda fino a 200 euro, che può raggiungere quota 800 euro in caso di azione recidiva. L’art. 70 del codice civile recita:

Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a 200,00 euro e, in caso di recidiva, fino a euro 800,00. La somma è devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie. L’irrogazione della sanzione è deliberata dall’assemblea con le maggioranze di cui al secondo comma dell’articolo 1136 del Codice.

In ogni caso, dunque, deve essere l’assemblea ad approvare la sanzione con una delibera, che può essere impugnabile entro i 30 giorni successivi l’approvazione stessa.

Rumori molesti: il codice penale

A tutelarti dai rumori molesti è anche il codice penale, che nell’articolo 659 (Disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone), primo comma, recita:

Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino ad euro 309.

Nel caso del ricorso al codice penale, però, occorre fare due precisazioni:

  • affinché l’art. 659 c.p. trovi applicazione, è necessario fornire prova del superamento dei limiti della normale tollerabilitàdi emissioni sonore;
  • le emissioni moleste devono essere percepite e ritenute fastidiose da un certo numero di condomini e non solo dal condomino che vive nell’appartamento adiacente a quello da cui provengono i rumori molesti. Solo nel primo caso, infatti, ad essere lesa è la pubblica tranquillità e il reato si configura come penale; nel secondo, invece, potrebbe trattarsi di un illecito civile.

I limiti di tollerabilità dei rumori molesti

Affinché nel caso di rumori molesti si configuri il reato penale per il condomino accusato, il giudice chiamato in causa, servendosi degli atti probatori, deve valutare il criterio della normale tollerabilità secondo parametri che devono fare riferimento alla media sensibilità dei condomini.

Stando alla casistica giurisprudenziale, inoltre, la durata del rumore molesto non ha alcuna rilevanza, in quanto il riposo e la tranquillità degli abitanti lo stabilimento possono essere lese anche da un rumore breve e improvviso (Cass. pen. Sez. I, 8 luglio 1987, n. 8252).

La normativa anti-stalking

Nella pratica giurisprudenziale è entrata in uso un’altra consuetudine a tutela dei condomini infastiditi da rumori molesti. Ovvero quella di applicare la normativa anti-stalking (anche) nel caso in cui si verifichi tale situazione. Solitamente utilizzata per difendere uomini e donne dagli importuni degli stalker, la legge è oggi applicata anche nel caso di vicini di casa particolarmente chiassosi, che con le loro abitudini e attività ledono la serenità della vita condominiale.

L’articolo a supporto della giurisprudenza è il 612 bis del codice penale – Atti persecutori, che può essere applicato a tutte quelle situazioni che sono capaci di creare inquietudine a chi le subisce. In ragione di questo principio, sono state diverse le sentenze che si sono espresse a favore della tutela dai rumori molesti: nel 2012 a Milano una donna è stata allontanata dal condominio in cui risiedeva con l’accusa di stalking in seguito ai rumori eccessivi che aveva provocato. Lo stesso è accaduto a Padova ad uomo che era stato denunciato ben 8 volte per aver emesso rumori eccessivi nelle ore di riposo.

Insomma, se il buon senso e il rispetto per gli altri condomini vengono a mancare, ad intervenire è la legge, che può punire severamenate chi ha commesso l’illecito. Attento, perciò, niente più quadri appesi nel pieno della notte!

tratto da www.6sicuro.it

 

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